Nuova vita per Piazza San Placido: più verde e niente auto davanti al sagrato patrimonio Unesco

Un piccolo ma preziosissimo angolo di Catania si prepara a cambiare volto. È stato infatti approvato il progetto esecutivo che trasformerà Piazza San Placido, uno dei suoi scorci più suggestivi del centro storico, in uno spazio pubblico più moderno, accogliente e a misura di persona.

Firmato dall’architetto Antonio Iraci e finanziato nell’ambito del Programma Operativo Complementare “Città Metropolitane”, l’intervento non è una semplice ristrutturazione, ma un delicato lavoro di ricucitura urbana che si inserisce con discrezione e rispetto nel prezioso contesto storico della città. L’idea centrale del progetto gioca sul contrasto e sull’armonia dei materiali, studiati per dialogare direttamente con la splendida facciata barocca della Chiesa di San Placido, patrimonio dell’umanità Unesco.

Per la nuova pavimentazione è stata scelta la pietra di Taormina, una pietra di tonalità chiara che ricoprirà la superficie della piazza creando una sorta di “ribaltamento” cromatico rispetto al prospetto dell’edificio sacro, nonché meno soggetta a trattenere calore. A fare da contrasto e a delimitare il perimetro pedonale ci penserà una sottile cornice in pietra lavica scura, del tipo “occhio di pernice”.

Questa scelta intende riprendere il basolato storico delle strade circostanti e a far percepire immediatamente il distacco visivo tra l’area dedicata ai pedoni e quella destinata alle auto. La viabilità resterà immutata, ma l’attuale sosta selvaggia davanti al sagrato della chiesa, sarà finalmente solo un cattivo ricordo. Tutta la superficie sarà trattata con una finitura bucciardata antiscivolo, alternando formati e lavorazioni differenti per dare movimento e texture al terreno senza appesantire la vista.

Piazza San Placido è un nodo importante per la viabilità cittadina, attraversata ogni giorno da un flusso costante di cittadini, turisti, autobus di linea urbani, extraurbani e turistici. I progettisti hanno calibrato le geometrie dello spazio studiando i raggi di curvatura dei mezzi pesanti: in questo modo l’area pedonale della piazza sarà ampliata e protetta senza ostacolare il normale transito dei bus. Per eliminare ogni barriera architettonica, i dislivelli del terreno saranno superati grazie a eleganti rampe integrate nel disegno generale, particolarmente curate sul fronte meridionale che guarda verso Via Museo Biscari.

Lungo Via Vittorio Emanuele II, invece, una serie di dissuasori monolitici difenderà l’area pedonale dalle auto (forse era meglio, allora, ampliare direttamente l’area pedonale pavimentata?), mettendo fine, nelle intenzioni, al parcheggio selvaggio che troppo spesso copriva la vista della chiesa. La natura giocherà un ruolo fondamentale nel restituire freschezza e comfort all’area. Il progetto ha inteso tutelare l’identità botanica del luogo, prevedendo il salvataggio e la ricollocazione delle quattro storiche piante di agrumi già presenti nella piazza, che saranno provvisoriamente rimosse prima di essere rimesse a dimora.

A fare loro compagnia arriverà un nuovo, maestoso protagonista verde: un esemplare adulto di Magnolia grandiflora alta. Questo albero sempreverde, con le sue foglie lucide e le grandi fioriture bianche, diventerà il fulcro visivo e l’anima della piazza, almeno per quanto concerne il verde.

Proprio attorno alla magnolia, sfruttando la naturale pendenza della strada, il terreno verrà leggermente ribassato per dare vita a una vera piccola oasi per la sosta, dove la pavimentazione si trasformerà in una seduta monolitica, invitando le persone a fermarsi, chiacchierare, vivere lo spazio pubblico e godere del contesto architettonico circostante. Oltre alla maestosa chiesa di San Placido, negli immediati paraggi si trovano Palazzo Biscari, palazzo Platamone (in passato il convento della Chiesa), l’Arcivescovado e le absidi normanne della Cattedrale di Sant’Agata, solo per citare alcuni dei luoghi di interesse più prossimi.

Altre sedute dello stesso materiale saranno distribuite nel resto della piazza, concepite come se fossero sculture nate direttamente dal suolo anziché semplici arredi aggiunti. Di notte, la piazza cambierà atmosfera grazie a un’illuminazione minimalista studiate per valorizzare le linee architettoniche senza fare concorrenza ai lampioni storici delle facciate. I faretti a LED saranno incassati nel pavimento, mentre speciali strisce luminose verranno nascoste sotto i gradini e le sedute.

Questo accorgimento produrrà un effetto visivo di impatto, facendo apparire i blocchi di pietra quasi sospesi nel vuoto e regalando un senso di leggerezza.

Per quanto riguarda la sicurezza e la connettività, tutto sarà gestito da un unico “palo tecnologico” multifunzionale che ospiterà una telecamera di videosorveglianza ad alta definizione e un hotspot Wi-Fi pubblico, riducendo al minimo l’impatto visivo degli impianti. Un sistema automatico di irrigazione a goccia, nascosto nel sottosuolo, si occuperà invece di nutrire le piante messe a dimora.

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